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[vc_row css_animation="" row_type="row" use_row_as_full_screen_section="no" type="full_width" angled_section="no" text_align="left" background_image_as_pattern="without_pattern"][vc_column][vc_column_text] Che cos'è una landing page? [/vc_column_text][/vc_column][/vc_row][vc_row css_animation="" row_type="row" use_row_as_full_screen_section="no" type="full_width" angled_section="no" text_align="left" background_image_as_pattern="without_pattern"][vc_column][vc_single_image image="18886" img_size="full" qode_css_animation=""][vc_empty_space][/vc_column][/vc_row][vc_row css_animation="" row_type="row" use_row_as_full_screen_section="no" type="full_width" angled_section="no" text_align="left" background_image_as_pattern="without_pattern"][vc_column][vc_column_text]Eccola qua. La landing page di Netflix è un chiaro esempio di landing page di successo, perché ne possiede tutte le caratteristiche necessarie. La landing page è, letteralmente, una pagina di atterraggio, ossia la pagina su cui un utente atterra prima di entrare a visitare il sito vero e proprio. Una sorta di disimpegno, insomma, nel quale chi arriva deve trovare la strada spianata per giungere a quello che vogliamo diventi lo scopo della sua navigazione: convertire.  La conversione può concretizzarsi in un acquisto, nell'ipotesi di un e-Commerce, così come nella compilazione di un form per la richiesta informazioni o l'iscrizione ad una newsletter, in tutti i casi nella deposizione di informazioni personali da parte dell'utente, indicazioni utili per andare ad intercettarlo, "spiarlo" ed...

I piccoli trucchi del mestiere Se avete un account Instagram (come ormai circa 1 miliardo di persone in tutto il mondo), e magari ci lavorate con un profilo business, vi sarete probabilmente trovati nella situazione contingente di dover pubblicare delle foto da PC e non saper come fare. Accedendo al vostro profilo Instagram dal computer di ufficio o il fisso di casa, infatti, avrete notato che l’opzione per pubblicare feed e stories non c’è, si possono solo vedere le stories e le foto già postate, commentare e tutto il resto ma non postare. Il primo e forse ultimo dubbio che vi sarà venuto è sicuramente che non sia possibile farlo. Probabilmente avete abbandonato, siete tornati sul vostro mobile o peggio ancora avete abbandonato l’idea di fare quel maledetto post. Beh, avete fatto male perché, come quasi sempre succede nel mondo del web, le soluzioni ad un problema possono essere molteplici e diverse ma...

Una campagna pubblicitaria sbagliata può rovinarti la reputazione Il caso da non prendere ad esempio è lo scandalo scoppiato nelle pagine social legate ad Uliveto, a seguito della pubblicazione nelle principali testate giornalistiche nazionali, di una pubblicità in cui l’azienda si complimentava con la Nazionale di Volley femminile per avere ottenuto un ottimo secondo posto al mondiale appena concluso. Fin qui nulla di male, se non fosse che nella foto utilizzata, con in grande evidenza la bandiera tricolore, in realtà il prodotto coprisse due giocatrici, con l’evidente assenza all'appello di Paola Egonu e Miriam Sylla, due delle atlete che hanno maggiormente contribuito al successo delle azzurre in Giappone. È bastato questo per far scatenare nei social centinaia di accuse di razzismo nei confronti dell'azienda, e proposte di boicottaggio del prodotto.   Razzismo? No, pessima impostazione grafica Per la pubblicazione sui giornali era stata utilizzata la stessa impostazione grafica proposta in precedenza per la Nazionale maschile,...