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L'approvazione dell'articolo 13 in UE mette a rischio il colosso dello streaming online E' ormai di Settembre la decisione del Parlamento Europeo di approvare quelle modifiche agli articoli 11 e 13 sul copyright che già erano state proposte ma respinte a Luglio. Gli articoli, soprattutto il 13, così come sono stati concepiti, potrebbero mettere a rischio il futuro di Internet e di tutte le piattaforme online di sharing di contenuti soggetti a copyright. Da qualche giorno il post dell'amministratrice delegata di YouTube Susan Wojcicki sul blog di Google, ha reso ufficiale l'allarme della piattaforma streaming più famosa al mondo sulla questione copyright, dicendosi ben presto costretta a bloccare milioni di video, nuovi ed esistenti, in tutta l'UE e lanciando una campagna di sensibilizzazione molto forte. Tramite l'hastag #SaveYourInternet, YouTube esorta tutti i creatori di contenuti a diffondere il messaggio contro l'articolo 13 realizzando video e pubblicando post sui social per cercare di mobilitare...

Una campagna pubblicitaria sbagliata può rovinarti la reputazione Il caso da non prendere ad esempio è lo scandalo scoppiato nelle pagine social legate ad Uliveto, a seguito della pubblicazione nelle principali testate giornalistiche nazionali, di una pubblicità in cui l’azienda si complimentava con la Nazionale di Volley femminile per avere ottenuto un ottimo secondo posto al mondiale appena concluso. Fin qui nulla di male, se non fosse che nella foto utilizzata, con in grande evidenza la bandiera tricolore, in realtà il prodotto coprisse due giocatrici, con l’evidente assenza all'appello di Paola Egonu e Miriam Sylla, due delle atlete che hanno maggiormente contribuito al successo delle azzurre in Giappone. È bastato questo per far scatenare nei social centinaia di accuse di razzismo nei confronti dell'azienda, e proposte di boicottaggio del prodotto.   Razzismo? No, pessima impostazione grafica Per la pubblicazione sui giornali era stata utilizzata la stessa impostazione grafica proposta in precedenza per la Nazionale maschile,...

Progetto Strobe: che cos'è? È di qualche settimana la pubblicazione sul blog di Google delle linee guida che la compagnia sta intraprendendo in ottica di sicurezza, privacy e gestione dati. Si parla del Progetto Strobe, lanciato a inizio anno per revisionare la complessità dell’ecosistema attivo formato da utenti, app, API, sviluppatori di terze parti che gravita nella galassia della grande G. Google ha continuamente rafforzato i propri controlli e le proprie politiche in risposta alle sempre più stringenti leggi sulla privacy, i feedback degli utenti, i rinnovati standard di sicurezza. In seguito agli studi e le analisi fornite da Project Strobe, vedremo nel prossimo futuro importanti cambiamenti. Chiusura di Google+ nel 2019 I risultati ottenuti nel corso di questi mesi da Project Strobe hanno rilevato numerose segnalazioni da parte degli sviluppatori nell’interfacciarsi e mantenere aggiornate le API di Google+. A tal proposito è stato scoperto un grave bug in una delle API diffusa nel 2015, attraverso...

Che cos'è Spesso nello sviluppo di un nuovo progetto grafico si parte da una fase di “ispirazione”, una ricerca di immagini che riguardano le materie che si andrà a trattare per decidere quali siano i colori più adatti a rappresentarle. Lo studio di web design svedese Future Memories ha realizzato a questo scopo Picular, a loro stessa detta “Google, ma per colori”. Come si usa Questo strumento si presenta come un comune motore di ricerca: una volta inserita la parola chiave in una barra di ricerca, il sito mostra i primi 20 risultati di Google Immagini. La differenza è che per ogni immagine verrà visualizzato il colore dominante, con relativo codice colore in basso a sinistra. In basso a destra un’icona permetterà di vedere (sfocata), l’immagine originale. Picular funziona in tutte le lingue e con qualsiasi parola chiave, siano essi oggetti, luoghi, emozioni o elementi astratti. Come può essere utile per il tuo business Come per...

Un'app per acquistare online Pare che Instagram stia lavorando a una piattaforma autonoma dedicata allo shopping. L'app - che potrebbe chiamarsi IG Shopping - permetterà agli utenti di scorrere collezioni di prodotti pubblicate dai venditori che seguono e trovarle direttamente nell'app. Non sappiamo quando verrà lanciata, il suo sviluppo sta ancora procedendo e potrebbe anche essere cancellata prima di essere pubblicata. Ma The Verge.com ha già diffuso la notizia e afferma che alcune risorse connesse con lo sviluppo di questa app dicono che Instagram crede di esser ben posizionata per espandersi nel mondo dell'e-commerce. Quale eco potrebbe avere per le imprese business? Più di 25 milioni di business possiedono un account Instagram e 2 milioni di essi sono pubblicitari. 4 su 5 utenti Instagram seguono almeno un business. Creare una piattaforma autonoma permetterebbe alla compagnia di fornire un luogo dedicato per una crescente attività su Instagram espandendo anche le opportunità di guadagno. Col tempo, Facebook potrebbe...

Un po' di numeri sull'email marketing Se nel 2010 si inviavano 90 trilioni di e-mail in tutto il mondo, adesso se ne inviano 2.8 milioni… al secondo! È impressionante ma non troppo sorprendente se si pensa all'importanza che l'e-mail ha avuto nel corso della storia, in tutte le sue forme. Ora i social e altri mezzi di comunicazione più immediati hanno preso il sopravvento e sicuramente superato i numeri della posta elettronica, ma l'e-mail marketing è ancora uno degli strumenti più utilizzati ed efficaci del mondo digitale. Il mondo ci offre automazione? Noi rispondiamo con la personalizzazione Il mondo sta andando in direzione dell'automazione. In tutti i settori, compreso quello dell'e-mail marketing, sono stati creati strumenti molto efficaci di automazione delle azioni È stato previsto che da qui al 2025 le Intelligenze Artificiali guideranno il 95% delle interazioni degli utenti. Questa automazione può essere utilizzata nell'e-mail marketing per costruire azioni puntuali e dirette con messaggi...