Il conversational commerce sta cambiando il modo di acquistare dei nostri clienti. Siamo già oltre l'ottimizzazione dei motori di ricerca: occorre entrare nell'inconscio delle persone L'economia on demand, ovvero la tendenza dei consumatori a condividere un servizio acquistandone l'utilizzo piuttosto che il prodotto completo, è ormai stata digerita da tutti, o almeno così dovrebbe essere, visto che la stiamo già oltrepassando. Ai consumatori non basta più avere tutto ciò di cui hanno bisogno a portata di mouse, che si tratti di musica, arte, spettacolo, cibo, servizi o prodotti di qualsiasi genere, ma lo vogliono SUBITO!  I clienti hanno a disposizione tutte le informazioni che vogliono, e prima di acquistare un prodotto ormai si informano e fanno ricerche tanto da arrivare a saperne quasi più di chi lo produce. Sono in grado di trovare quello che vogliono al prezzo più basso, confrontando le varie offerte, e non sono disposti ad aspettare, perché, come si...

I piccoli trucchi del mestiere Se avete un account Instagram (come ormai circa 1 miliardo di persone in tutto il mondo), e magari ci lavorate con un profilo business, vi sarete probabilmente trovati nella situazione contingente di dover pubblicare delle foto da PC e non saper come fare. Accedendo al vostro profilo Instagram dal computer di ufficio o il fisso di casa, infatti, avrete notato che l’opzione per pubblicare feed e stories non c’è, si possono solo vedere le stories e le foto già postate, commentare e tutto il resto ma non postare. Il primo e forse ultimo dubbio che vi sarà venuto è sicuramente che non sia possibile farlo. Probabilmente avete abbandonato, siete tornati sul vostro mobile o peggio ancora avete abbandonato l’idea di fare quel maledetto post. Beh, avete fatto male perché, come quasi sempre succede nel mondo del web, le soluzioni ad un problema possono essere molteplici e diverse ma...

L'approvazione dell'articolo 13 in UE mette a rischio il colosso dello streaming online E' ormai di Settembre la decisione del Parlamento Europeo di approvare quelle modifiche agli articoli 11 e 13 sul copyright che già erano state proposte ma respinte a Luglio. Gli articoli, soprattutto il 13, così come sono stati concepiti, potrebbero mettere a rischio il futuro di Internet e di tutte le piattaforme online di sharing di contenuti soggetti a copyright. Da qualche giorno il post dell'amministratrice delegata di YouTube Susan Wojcicki sul blog di Google, ha reso ufficiale l'allarme della piattaforma streaming più famosa al mondo sulla questione copyright, dicendosi ben presto costretta a bloccare milioni di video, nuovi ed esistenti, in tutta l'UE e lanciando una campagna di sensibilizzazione molto forte. Tramite l'hastag #SaveYourInternet, YouTube esorta tutti i creatori di contenuti a diffondere il messaggio contro l'articolo 13 realizzando video e pubblicando post sui social per cercare di mobilitare...

Una campagna pubblicitaria sbagliata può rovinarti la reputazione Il caso da non prendere ad esempio è lo scandalo scoppiato nelle pagine social legate ad Uliveto, a seguito della pubblicazione nelle principali testate giornalistiche nazionali, di una pubblicità in cui l’azienda si complimentava con la Nazionale di Volley femminile per avere ottenuto un ottimo secondo posto al mondiale appena concluso. Fin qui nulla di male, se non fosse che nella foto utilizzata, con in grande evidenza la bandiera tricolore, in realtà il prodotto coprisse due giocatrici, con l’evidente assenza all'appello di Paola Egonu e Miriam Sylla, due delle atlete che hanno maggiormente contribuito al successo delle azzurre in Giappone. È bastato questo per far scatenare nei social centinaia di accuse di razzismo nei confronti dell'azienda, e proposte di boicottaggio del prodotto.   Razzismo? No, pessima impostazione grafica Per la pubblicazione sui giornali era stata utilizzata la stessa impostazione grafica proposta in precedenza per la Nazionale maschile,...

Progetto Strobe: che cos'è? È di qualche settimana la pubblicazione sul blog di Google delle linee guida che la compagnia sta intraprendendo in ottica di sicurezza, privacy e gestione dati. Si parla del Progetto Strobe, lanciato a inizio anno per revisionare la complessità dell’ecosistema attivo formato da utenti, app, API, sviluppatori di terze parti che gravita nella galassia della grande G. Google ha continuamente rafforzato i propri controlli e le proprie politiche in risposta alle sempre più stringenti leggi sulla privacy, i feedback degli utenti, i rinnovati standard di sicurezza. In seguito agli studi e le analisi fornite da Project Strobe, vedremo nel prossimo futuro importanti cambiamenti. Chiusura di Google+ nel 2019 I risultati ottenuti nel corso di questi mesi da Project Strobe hanno rilevato numerose segnalazioni da parte degli sviluppatori nell’interfacciarsi e mantenere aggiornate le API di Google+. A tal proposito è stato scoperto un grave bug in una delle API diffusa nel 2015, attraverso...

Che cos'è Spesso nello sviluppo di un nuovo progetto grafico si parte da una fase di “ispirazione”, una ricerca di immagini che riguardano le materie che si andrà a trattare per decidere quali siano i colori più adatti a rappresentarle. Lo studio di web design svedese Future Memories ha realizzato a questo scopo Picular, a loro stessa detta “Google, ma per colori”. Come si usa Questo strumento si presenta come un comune motore di ricerca: una volta inserita la parola chiave in una barra di ricerca, il sito mostra i primi 20 risultati di Google Immagini. La differenza è che per ogni immagine verrà visualizzato il colore dominante, con relativo codice colore in basso a sinistra. In basso a destra un’icona permetterà di vedere (sfocata), l’immagine originale. Picular funziona in tutte le lingue e con qualsiasi parola chiave, siano essi oggetti, luoghi, emozioni o elementi astratti. Come può essere utile per il tuo business Come per...